Prestiti a pensionati a Vicenza: migliori offerte e preventivi di Giugno 2021

Quella dei pensionati è ormai una categoria estesissima nel nostro Paese. Ove l’aspettativa di vita molto alta fa di loro una sorta di ammortizzatore sociale, anche in considerazione del fatto che l’Italia non vanta purtroppo un sistema in grado di provvedere in maniera adeguata a chi si trova in difficoltà per i più svariati motivi.

Anche il sistema creditizio riserva quindi un occhio di riguardo ai pensionati. In particolare dando loro modo di relazionarsi con grande facilità alle finanziarie e alle banche dislocate lungo il territorio nazionale.

Il motivo di questo favore è facilmente individuabile nel fatto che la pensione è la migliore garanzia possibile per chi presta i soldi. Su di essa, infatti, si può impostare il piano di rientro dei soldi prestati e, soprattutto, disegnare un piano di rientro in grado di eliminare ogni possibile difficoltà. Grazie all’utilizzo del quinto di pensione. Di cosa si tratta?

Il quinto di pensione è una formula sempre più popolare

I prestiti che prevedono la cessione del quinto sono sempre più gettonati in Italia. Le aziende creditizie, infatti, non hanno alcuna difficoltà a concedere soldi a lavoratori e pensionati che mettano a base della richiesta il loro trattamento mensile. In quanto provvederanno a recuperare il dovuto mese dopo mese, in automatico, prelevando cioè la cifra concordata alla fonte.

Un iter procedurale tale da prospettare esclusivamente vantaggi a chi presta i soldi, dunque. E il quale va a sommarsi ad un’altra caratteristica molto gradita alle finanziarie che propongono questa formula: la convenienza economica. La cessione del quinto, infatti, prospetta tassi di interessi più elevati rispetto ad altre formule. Inoltre prevede una serie di costi accessori i quali fanno schizzare in alto la rata mensile.

A partire da quello relativo all’assicurazione che è necessario sottoscrivere da parte del richiedente per i casi di decesso anticipato e licenziamento. Se il secondo non è il caso dei pensionati, il primo può sempre verificarsi anche in considerazione dell’età avanzata di chi riceve i soldi. Il costo della polizza può arrivare a svariate migliaia di euro nell’arco del prestito e incidere in maniera pesantissima sulla rata mensile.

I prestiti INPS per i pensionati del pubblico impiego

Se i pensionati privati possono facilmente rivolgersi ad una finanziaria per ottenere un prestito con la cessione del quinto, per quelli del settore pubblico l’opportunità migliore in assoluto è, a detta degli esperti, quella concessa dall’INPS.

L’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, infatti, ormai dal 2011 ha assunto la funzione un tempo svolta dall’INPDAP (Istituto Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica). Lo ha fatto nell’ambito del processo di riorganizzazione del sistema previdenziale tricolore messo in atto dal governo guidato da Mario Monti con il decreto Salva Italia.

In seguito a quella decisione, l’INPS ha dunque assunto la funzione creditizia un tempo assolta dall’ente sciolto. Assolta con prestiti diretti e indiretti. I secondi, in particolare, sono erogati a seguito di un accordo con le finanziarie che abbiano dato vita ad una convenzione con l’istituto.

Va comunque sottolineato come se i prestiti INPS a favore dei pensionati del pubblico impiego sono considerati comunque molto convenienti, quelli diretti lo sono ancora di più. Sui prestiti convenzionati, infatti, va a pesare la commissione che la finanziaria si ricava come forma di pagamento per l’intermediazione svolta. Un fattore che dovrebbe essere tenuto in conto da chi intende chiedere un prestito di questo genere.

Per quanto riguarda i prestiti a pensionati, si consiglia comunque di valutare caso per caso le proposte formulate dalle aziende del settore. Senza fermarsi di fronte alla prima favorevole e, soprattutto avendo cura di guardare non al TAN (Tasso Nominale Annuo), bensì al TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale). Proprio il secondo comprende infatti tutti costi connessi al finanziamento, a differenza del primo.